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Trombakir, pirata nero ha la barba dipinta di mistero. Vince tutti e stravince e quand'è stanco ha i ferri che gli pendono dal fianco. Nel forziere, colpiti da spavento anche gli ori diventano d'argento. Presi dalla paura, anche i diamanti diventano carbone tutti quanti. Son passati; molti anni e Trobmbakir ha dovuto pian piano incanutir; pian piano la sua barba (ch'era nera) s'è scolorita in tragica maniera. Il suo forziere, già tutto tarlato, è un mucchio di carbone diventato: l'arsenal della sua ferocità giace impegnato al Monte di Pietà. Due gentili uccellini (che portento!) giocano colla sua barba d'argento mentre i loro simpatici figlioli invocan la scagliola ed i pignoli. La vita fremebonda del pirata s'è (non si sa perché) tranquillizzata: una serie di placidi sbadigli sostituisce le lotte ed i perigli. Spegne un grazioso berrettin da notte anche il ricordo delle dure lotte: spegne gli altri ricordi (senza fretta) una vecchia stanchissima civetta.